La storia della biblioteca dell'Istituto Teologico Greco-cattolico "San'Atanasio"

Dalla fondazione al restauro

L'idea di costruire una biblioteca quale parte integrante dell'Istituto Teologico fu dell'eparca (vescovo diocesano nel rito bizantino) Miklós Dudás, fondatore dello stesso Istituto (1950). Su sua richiesta le parrocchie offrirono propri libri e periodici di tematica religiosa. Sono pervenuti nella collezione anche parecchi libri smarriti dei monaci basiliani. Contribuirono in modo rilevante ad arricchire la raccolta le copie omaggio, i libri offerti dall'estero, le eredità e le acquisizioni. All'inizo la biblioteca funzionava in una sola stanza del seminario diocesano in condizioni rudimentali. La quantità e la composizione della raccolta erano inesplorate, i libri erano cumulati senza alcuna sistematicità. Il ruolo di bibliotecario è stato sempre svolto dall'attuale direttore spirituale dei seminaristi. Secondo i dati del 1965 la raccolta contava 8000 volumi e 2000 riviste. La biblioteca raccoglieva la bibliografia specalistica della teologia ed era accessibile ai professori e agli studenti dell'Istituto.

Dai lavori di restauro ai cambiamenti politici del 1989

Il vescovo successivo, Dott. Imre Timkó, iniziò la ristrutturazione dell'edificio della curia eparchiale, svoltasi fra il 1977 ed il 1981. In seguito ai lavori nella parte ovest del palazzo, all'angolo di via Gábor Bethlen con via Bercsényi ha trovato sistemazione il nuovo edificio di due piani della biblioteca, capace di contenere 50.000 volumi. Fra il deposito del pianoterra e la sala di consultazione si inseriva l'ufficio dei bibliotecari che occupava lo stesso spazio di quest'ultima. Sulla scaffalatura di altezza flessibile del magazzino si custodivano i libri di epoca moderna (dell'Ottocento e del Novecento) secondo un ordine meccanico, mentre sul piano furono depositati i periodici ed i libri antichi nonchè i manoscritti, i quali costituiscono reliqiue di valore enorme per quanto riguarda la loro importanza di storia culturale. Il Dott. Nándor Molnár in veste di bibliotecario specializzato iniziò il lavoro di catalogazione scientifica, successivamente portato avanti dal Dott. István Ivancsó. La catalogazione dei libri antichi si deve alla Dott.ssa Judit Csiba Czellárné ed alla Dott.ssa Eszter Ojtozi, colleghe della Biblioteca dell'Università Lajos Kossuth di Debrecen, mentre quella dei manoscritti alla Dott.ssa Julianna M. Pandur del Dipartimento di Filologia Slava della stessa università.

Dai cambiamenti politici fino al settembre 2003

Il cambiamento del regime politico ha aperto delle prospettive nuove per l'Istituto, e quindi anche per la Biblioteca. Si potevano acquistare senza ostacoli le ultime uscite della letteratura specialistica occidentale, è diventato possibile ordinare i periodici che pubblicano degli studi sulle ricerche più recenti. Anche la letteratura teologica ha visto uno sviluppo significativo, dato che lo stato non ha limitato più la pubblicazione dei libri e delle riviste. Secondo le statistiche del 1991 il patrimonio della biblioteca contava 16.000 volumi, più gli esemplari di 50 periodici correnti, tutti consultabili con l'aiuto del catalago alfabetico (titolo, autore, soggetto). Nella sala di consultazione 20 persone potevano lavorare simultanamente. I servizi della Biblioteca erano accessibili oltre che ai docenti ed agli studenti dell'Istituto Teologico con autorizzazione individuale anche ad altri ricercatori scientifici. La Biblioteca in questo periodo accoglieva già anche gli studenti in procinto di ottenere il titolo d'insegnanti di religione, la cui formazione veniva realizzata con la collaborazione tra l'Istituto Teologico Greco-cattolico e l'Istituto Superiore György Bessenyei (oggi Istituto Superiore di Nyìregyhàza). Il ruolo direttivo era svolto dal Dott. László Orosz. Come ulteriore passo avanti nello sviluppo istituzionale il Seminario e l'Istituto Teologico sono stati separati, e l'Istituto è diventato responsabile della gestione della biblioteca. Un anno dopo, secondo le informazioni fornite alla "Minerva Bibliotecaria" la raccolta contava già 23.000 unità bibliotecarie. In questo periodo erano già abbonati a 30 periodici scientifici, 11 ungheresi e 19 stranieri. Il profilo principale della biblioteca (teologia, dogmatica cattolica) veniva arricchito dal settore della storia dell'arte, poichè in questo periodo sono stati pubblicati e resi accessibili un gran numero di album d'arte e pubblicazioni di storia dell'arte, significativi per l'insegnamento teologico perché l'arte ornamentale della chiesa cattolica di rito orientale – si tratti di icone, di architettura oppure di oggetti d'artigianato – fa parte integrante della liturgia.

I servizi della biblioteca sono stati ampliati con la possibilità di svolgere ricerche bibliografiche e di effettuare fotocopie, anzi anche ai lettori è diventato accessibile il catalogo digitale. Gli acquisti più recenti sono stati elaborati con il programma SRLIB ed incominciò la digitalizzazione del catalogo cartaceo. Un bibliotecario a tempo pieno, un altro a tempo parziale ed un terzo, onorario, hanno assicurato la continuità della catalogazione, del servizio e delle informazioni agli utenti.

La biblioteca funzionava sotto la guida di Ferenc Buji. Fra il 1998 ed il 1999 il professore di Sacra Scrittura, Gèza Xeravits ha ricoperto il ruolo di direttore. La Biblioteca ha iniziato a partecipare al lavoro dell'Associazione delle Biblioteche Ecclesiali. Questa organizzazione – con la collaborazione della Biblioteca Nazionale Széchényi – offre un aiuto efficace nell'acquisto dei libri e periodici specialistici provenienti dall'estero.

Dal 1º gennaio 2000 l'Istituto Teologico – con esso anche la biblioteca multifunzionale – ha preso ormai ufficialmente il nome di Sant'Atanasio. A questo punto erano registrati più di 30.000 libri. Nella sala di lettura 2500 libri e la collezione dei periodici erano a disposizione degli utenti.

Dal settembre 2003 fino ad oggi

Sia l'Istituto che la Biblioteca sono arrivati ad una svolta nel settembre 2003. Da questo momento si è potuto continuare il lavoro nel nuovo edificio al numero civico 13-19 di via Gàbor Bethlen. Dopo le circostanze precedenti si passava agli spazi ampi di un edificio imponente e ben costruito con attrezzature modernissime. La Biblioteca occupa 600 metri quadrati al 2º piano. Chi entra rimane impressionato dall'arredamento pratico ed estetico e dai rivestimenti interni della sala di lettura, dove si trovano il banco del prestito, gli scaffali liberamente accessibili con una raccolta che conta 2500 volumi (in ordine 'ETO') e la collezione dei periodici che offre i numeri più recenti delle riviste.

Dopo la dovuta catalogazione qui ha trovato posto il Fondo Krùdy di Béla Katona. Le migliaia di libri del noto storico della letteratura – che contiene anche delle curiosità che riguardano la storia locale oppure la storia mondiale - dal settembre 2004 arricchiscono il patrimonio della Biblioteca dell'Istituto. L'eredità è stata lasciata alla Biblioteca dalla vedova.

La Biblioteca cerca incessantemente di adattarsi alle richieste poste dalla 'società dell'informazione', quindi continuamente viene ampliata l'attrezzatura informatica. Nella sala di lettura sono a disposizione degli utenti 4 computer per l'accesso al catalogo on-line, ed altri 3 per l'elaborazione di testi. Inoltre la sala dispone di altri 12 computer con connessione internet, questi ultimi accessibili soltanto agli studenti dell'Istituto Teologico Greco-cattolico Sant'Atanasio.

Nella parte settentrionale del secondo piano dell'edificio si trova il magazzino con soppalco su un'area di oltre 11 metri quadrati, attrezzato con una scaffalatura metallica fissata.

La collocazione dei libri viene effettuata secondo le dimensioni con un ordine numerico seguendo l'eredità del sistema precendente. La raccolta dei periodici – tranne gli ultimi arrivi - ha trovato posto sul soppalco del magazzino. La collezione della biblioteca attualmente conta più di 50.000 volumi, dei quali il 60 % sono in lingua ungherese, il 18 % in lingua tedesca. Per quanto riguarda le altre lingue, nell'ultimo periodo la maggioranza delle acquisizioni in lingua straniera sono quelle della bibliografia specialistica in lingua italiana. La ragione di questo fatto è che l'Istituto divenne affiliato al Pontificio Istituto Orientale nel 1995.

Il profilo principale rimane lo stesso: la teologia, la dogmatica cattolica continuano ad occupare il posto centrale del patrimonio dell'Istituto. Vengono acquistate le pubblicazioni che riguardano la storia dell'arte, con la specializzazione nell'arte bizantina, ma anche le opere generali e quelle che riguardano le tematiche delle scienze umane. Vengono continuamente accolte richieste dei docenti e degli studenti dell'Istituto. Sui libri pubblicati le informazioni di solito arrivano tramite i cataloghi delle case editrici, i quali vengono esaminati da Endre Gánicz, direttore della biblioteca, che, consultando il corpo docente effettua le ordinazioni. Oltre gli acquisti ed i libri regalati alla biblioteca, arrivano i libri scambiati con altri istituti: il 26 % dei periodici pervengono in questo modo.

Sul patrimonio intero ci si può informare tramite il catalogo digitale accessibile anche on-line. Dall'autunno 2003 i documenti vengono elaborati col programma SRLIB 3.1. È sospeso l'aggiornamento del catalago cartaceo in ordine alfabetico (nome, autore), l'esplorazione contenutistica è in corso. Il patrimonio è tutelato da un sistema di sicurezza con telecamere.

Il profilo principale della biblioteca è la teologia, ma ricopre anche altri settori disciplinari di specializzazione, sopratutto delle scienze umane – storia, filosofia, linguistica, etnografia, psicologia, etc. – e la storia dell'arte con un'attenzione particolare alle opere che trattano l'arte del cristianesimo orientale

L'Istituto dispone di quattro importanti fondi speciali:

- Uno di questi è il patrimonio del Dott. Imre Timkó (1920-1988), prima professore dell'Accademia Teologica di Budapest, poi vescovo dell'Eparchia di Hajdúdorog: più di 6000 volumi e un gran numero di manoscritti.

- Un altro fondo è quello dei libri antichi, pubblicati fino al 1850. Il 55 % di essi è in lingua paleoslava (slavo ecclesiastico), il 35 % in lingua latina, e il 10% in lingua tedesca ed ungherese. La raccolta paleoslava è quasi del tutto di carattere liturgico. L'elaborazione di essa è stata avviata dalla Dott.ssa Eszter Ojtozi e dalla Dott.ssa Julianna M. Pandur, colleghe della Biblioteca dell'Università Lajos Kossuth di Debrecen negli anni Ottanta del Novecento, ma purtroppo è rimasto un lavoro incompleto fino all'anno 2011. Alcuni dei volumi più significativi del fondo: la Bibbia dell'Ostrog (pubblicata nel 1581) della quale solo alcuni esemplari si trovano in Ungheria, due di questi sono custoditi nella Biblioteca; un incunabolo stampato nel 1481, scritto da Duns Scoto con il titolo Quaestiones in quattuor libros Sententiarum. È un documento altrettanto particolare il manoscritto conosciuto come il codice di Piricse, che secondo gli studiosi risale al Cinquecento.

-Altri due fondi sono il Fondo Krúdy formatosi dall'eredità di Béla Katona e una raccolta di storia locale sempre dal suo patrimonio. Le migliaia di libri del noto studioso di storia della letteratura – che contengono delle curiosità di storia locale e della letteratura mondiale fanno parte della nostra biblioteca dal settembre 2004. Il Fondo Krúdy contiene, senza mirare alla completezza, le opere letterarie del famoso scrittore, Gyula Krúdy, nato a Nyíregyhàza

I servizi della biblioteca si sono ampliati nel nuovo edificio: oltre il prestito, la consultazione in sala, la possibilità di fotocopiatura, il sevizio di informazione, la ricerca bibliografica è diventata possibile anche l'elaborazione dei testi e la scansione. Fra questi servizi il prestito è accessibile solo agli utenti iscritti, gli altri sono disponibili a tutti. La Biblioteca (e tutto l'edificio) è idonea anche ad accogliere le persone disabili. La Biblioteca è aperta i giorni feriali dalle 8.30 alle 16.30, il sabato è consultabile per gli studenti che frequentano i corsi per corrispondenza.

La Biblioteca e la ricerca scientifica

La Biblioteca dell'Istituto Teologico ha instaurato un rapporto fruttuoso con la Biblioteca dell'Università Scientifica Lajos Kossuth (oggi Università di Debrecen e Biblioteca Universitaria e Nazionale). Il rapporto nasce dall'esigenza reale di entrambe le parti. Da un lato nella Biblioteca dell'Istituto sono custoditi tanti libri antichi la cui elaborazione precisa richiede un aiuto professionale. Dall'altra parte il Dipartimento di Filologia Slava – partecipando ad un programma nazionale – si è prefisso di ricercare e catalogare i manoscritti e stampati antichi in cirillico. Con questa intenzione la Dott.ssa Eszter Ojtozi ha svolto delle ricerche nella biblioteca del monastero di Máriapócs, cercando di ricostruire il patrimonio di essa, arrivando così a Nyíregyháza, nell'unica biblioteca greco-cattolica ungherese.

Dopo aver precisato le esigenze reciproche in consultazioni preliminari il 10 maggio 1979 veniva firmata un'intesa, in nome della Biblioteca Universitaria di Debrecen dal direttore Dott. István Csűry, ed in nome dell'Istituto Teologico Greco-cattolico dal vescovo Dott. Imre Timkó. Il lavoro iniziato nel 1979 è proseguito in due tappe. Fino al 1981 hanno sistemato e catalogato i documenti che erano già custoditi a Nyíregyháza. I libri in lingua greca, latina, ungherese e tedesca venivano catalogati dalla Dott.ssa Judit Csiba Czellárné, quelli in lingua paleoslava, polacca, rumena e slovacca dalla Dott.ssa Eszter Ojtozi (entrambe colleghe della Biblioteca dell'Università Lajos Kossuth di Debrecen), i manoscritti in cirillico invece dalla Dott.ssa Julianna M. Pandur del Dipartimento di Filologia Slava della stessa università.

Nella seconda fase del lavoro, dal 1981 hanno incominciato a completare sistematicamente la raccolta con materiali antichi ritrovati nelle parrocchie sul territorio dell'Eparchia di Hajdúdorog e dell'Amministrazione Apostolica di Miskolc. Nelle province di Borsod-Abaúj-Zemplén, Hajdú-Bihar e Szabolcs-Szatmár la maggioranza del lavoro è stata svolta dalla ricercatrice Eszter Ojtozi e dal Rev. Bertalan Dudás, parroco di Anarcs, visitando personalemte i paesini sperduti, ma alcuni sacerdoti hanno portato di persona dei libri a Nyíregyháza. Una parte dei libri antichi raccolti si sono mantenuti in condizioni abbastanza buone, ma tanti erano monchi, incompleti e spesso anche l'umidità, la muffa oppure qualche incendio hanno lasciato il loro segno su di essi. Durante la loro catalogazione, quindi, oltre i dati della solita descrizione, venivano registrate anche delle indicazioni riguardanti lo stato, la rilegatura, la copertina, le eventuali note scritte a mano e i proprietari precendenti. Oltre i 31 manoscritti "nell'estate 1985 la raccolta antica catalogata contava 743 volumi, la maggioranza dei quali erano libri in cirillico, in lingua slava ecclesiastica". Poichè durante la ristrutturazione della Curia Eparchiale è stata rinnovata anche la biblioteca, essa ha potuto offrire un posto dignitoso a questo fondo di particolare rilevanza sia dal punto di vista della storia culturale e dei libri che da quello della storia della chiesa. Grazie al lavoro infaticabile della Dott.ssa Eszter Ojtozi il fondo non solo arricchisce i valori culturali della città, ma è entrato anche nell'ambito scientifico internazionale. La dottoressa ha inviato a Mosca per un catalogo internazionale (il Catalogo dei Libri Antichi Cirillici e Glagolitici) i dati dei libri in cirillico risalenti a periodi precedenti al Seicento. Invece i dati dei materiali del Settecento sono stati inseriti in una bibliografia in lingua ucraina pubblicata a Lvov. Inoltre il fondo contiene circa 100 frammenti di libri, i quali sono risultati indecifrabili al gruppo di studiosi di Debrecen, pur avendo provato in tanti modi, nemmeno le caratteristiche fondamentali bibliografiche (titolo, luogo di pubblicazione) sono state decifrabili. La Dott.ssa Eszter Ojtozi con la collaborazione degli esperti di Mosca è riuscita a descrivere ben 37 di questi frammenti nel 1987. L'esplorazione di questa parte – di valore museologico - si è fatta attendere fino al 2011.

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Ultimo aggiornamento:
2018-08-18